Si prega di utilizzare questo identifier per indicare o collegarsi a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/3660
Titolo: Orientamento dell'attenzione per mezzo della lingua in pazienti con negligenza spaziale unilaterale : uno studio pilota
Altri titoli: Attention orientation through the tongue in patients with unilateral spatial neglect: a pilot study
Autori: Vitali, Valeria
data di pubblicazione: 12-lug-2018
Editore: Università di Parma. Dipartimento di Medicina e Chirurgia
Tipo di documento: Bachelor thesis
Abstract: La Negligenza Spaziale Unilaterale (NSU) è una sindrome neurologica complessa caratterizzata da una assenza di consapevolezza di stimoli localizzati nella porzione di spazio controlesionale. Tipicamente, la NSU è il risultato di lesioni all’emisfero destro. La NSU è un disturbo eterogeneo, che può variare secondo le diverse modalità sensoriali (per esempio, visiva, acustica e tattile), secondo la porzione di spazio coinvolta (personale, peripersonale ed extrapersonale) e secondo le coordinate spaziali di riferimento (egocentriche e/o allocentriche). Nonostante l’ampio spettro di trattamenti riabilitativi attualmente utilizzati, non è ancora possibile raccomandare una tecnica riabilitativa piuttosto che un’altra per il neglect. La teoria dell’Embodied Cognition ha dato grande impulso alle neuroscienze a ricercare se l’informazione corporea può influenzare l’attenzione spaziale. Dal momento che la NSU è per l’appunto un deficit d’attenzione, questa idea generale potrebbe fare da base per nuove strategie di riabilitazione. Secondo studi recenti, sembrerebbe che parti appartenenti alla linea mediana del corpo, inclusa la lingua, se spostate in determinate posizioni, potrebbero facilitare la detezione di stimoli ipsilaterali alla stessa posizione tenuta dalla parte corporea mediana spostata. In questo studio pilota, abbiamo valutato se la posizione della lingua, che non è funzionalmente collegata all’orientamento esplicito dell’attenzione, riesca a fare questo in compiti visuo-motori. Sono stati utilizzati un compito di barrage e uno di bisezione di linee con un gruppo sperimentale con diagnosi di NSU (N = 14) e un gruppo di soggetti sani (N = 9). Talvolta la lingua, quando veniva protrusa dal paziente ipsilateralmente allo spazio negletto (sulla sinistra), sembrerebbe facilitare la detezione di stimoli in quello spazio, sia in termini di incremento della sensibilità, sia in termini di velocità (compito di barrage). Invece, altre volte, la lingua sembrerebbe non modulare il giudizio percettivo (compito di bisezione di linee). Questi risultati richiedono ulteriori studi sul presunto effetto della lingua in un gruppo più ampio di pazienti con NSU suddivisi in base al tipo di neglect e alle aree lesionate.
Unilateral spatial neglect (USN) is a complex neurological syndrome characterised by reduced or absent awareness of stimuli localised in the contralesional side of space. Tipically, USN results from lesions of the right hemisphere. USN is an heterogeneous disorder, varying in sensory modality (for example, visual, auditory and tactile), region of space (personal, peripersonal and extrapersonal) and frame of reference (for example, egocentric and/or allocentric). Despite the wide spectrum of rehabilitation treatments currently used, it is not yet possible to formally recommend a rehabilitative technique rather than another for neglect. The theory of Embodied Cognition has spurred neuroscience to investigate whether body-based information can influence spatial attention. Given that negelct is indeed an attentional disorder, this general idea may form the basis for novel rehabilitation strategies. In recent studies, it would seem that parts of the body's midline, including the tongue, if moved in certain directions may facilitate the detection of ipsilateral stimuli. In this pilot study, we tested whether tongue position, which does not explicitly orienting attention, do this in visual-motor tasks. A barrage and a line bisection task were used with an experimental group with USN (N = 14) and a control healthy group (N= 9). Sometimes the tongue, when protruded by the patient ipsilaterally to the neglected hemifield (on the left) seems to facilitate the detection of stimuli in that space, both in terms of greater sensitivity and in terms of speed (barrage task). However, other times, the tongue does not seem modulate the perceptual judgement (bisection task). These results call for further study of the putative tongue effect in a larger group of USN patients divided according to type of neglect and to the injured brain areas.
Compare nelle collezioni:Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive, Tesi di laurea magistrale

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