Please use this identifier to cite or link to this item: https://hdl.handle.net/1889/4255
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dc.contributor.advisorGentile, Marco-
dc.contributor.advisorGenovesi, Piergiovanni-
dc.contributor.authorCaprilli, Alessandro-
dc.date.accessioned2021-04-07T13:09:34Z-
dc.date.available2021-04-07T13:09:34Z-
dc.date.issued2021-03-
dc.identifier.urihttps://hdl.handle.net/1889/4255-
dc.description.abstractIl soggetto del presente lavoro di tesi è rappresentato dallo studio della signoria dei Belforti durante la metà del XIV secolo a Volterra. Tale lavoro risponde a due obiettivi: da una parte, si analizza la configurazione istituzionale cittadina durante la fase signorile; dall’altra, si inquadra il regime belfortesco all’interno delle interazioni sociali e politiche, che costituiscono il fondamento dello spazio politico volterrano. La scelta di Volterra come caso di studio è riconducibile a due motivazioni. La prima motivazione corrisponde alla scarsa attenzione, dimostrata da parte degli studi storiografici, nei confronti della signoria belfortesca. La seconda ragione è il conseguimento da parte di Filippo, uno dei figli del dominus Ottaviano Belforti, della carica vescovile nel 1348: tale acquisizione è espressione della capacità della famiglia di occupare interamente i vertici del potere politico ed ecclesiastico locale. Sulla base di ciò, il contesto volterrano rappresenta una testimonianza della complessità sociale e politica che contraddistingue i regimi signorili cittadini della penisola. La tesi è suddivisa in quattro capitoli: il primo capitolo offre un excursus dello scenario volterrano fra la fine del XII secolo e la prima parte del XIV secolo sotto il profilo economico, politico e sociale. L’impostazione degli altri tre capitoli è fondata su un criterio cronologico: il secondo capitolo riguarda il periodo fra l’8 settembre 1340, data che segna l’ascesa politica di Ottaviano, e l’ultima parte dell’anno 1342; il terzo è incentrato sul lasso temporale dal 25 dicembre 1342 al 29 luglio 1343, ossia il periodo di dominio da parte del duca di Atene Gualtieri di Brienne. Infine il quarto capitolo concerne la fase successiva alla fine della signoria ducale, in cui si registrano due avvenimenti: il ritorno al potere di Ottaviano, morto nel 1348, e la conclusione della signoria con la condanna a morte ed esecuzione di Paolo detto Bocchino, un altro figlio di Ottaviano, il 10 ottobre 1361, in seguito a una rivolta cittadina scoppiata il 5 settembre dello stesso anno. L’analisi delle fonti documentarie consente di operare una serie di valutazioni conclusive. In riferimento al primo periodo signorile, Ottaviano impersona l’autorità dello spazio politico volterrano, ossia il dominus è il fautore delle decisioni politiche fondamentali. Il quadro locale è caratterizzato, da un lato, dalla compresenza di attori politici esterni, che interagiscono con il regime belfortesco, e, dall’altro, dal conflitto fra il dominus e il vescovo Rainuccio Allegretti: tale scontro assume i caratteri tipici della faida. Sul piano degli organi cittadini, la signoria belfortesca appare mimetizzata fra le maglie dell’ordinamento istituzionale. L’affermazione di Gualtieri di Brienne è dovuta all’intervento degli istituti locali, di un parlamentum cittadino e di Ottaviano, il cui scopo è il mantenimento del predominio all’interno del contesto volterrano. Tale intento risulta realizzato, dato che il regime ducale è contraddistinto da uno sdoppiamento dell’autorità: Gualtieri, che incarna l’autorità formale, e Ottaviano, che rappresenta una specie di autorità celata. A livello istituzionale, l’ascesa del duca non apporta un sovvertimento complessivo dell’apparato locale. La conclusione del dominio ducale è legata all’azione di tre soggetti politici: il primo è Gualtieri, il secondo soggetto corrisponde al nuovo parlamentum cittadino e, infine, il terzo attore è Ottaviano. Durante la seconda fase della signoria dei Belforti l’autorità è raffigurata da Ottaviano fino alla sua scomparsa. In seguito alla morte del dominus, l’autorità non si identifica in un unico membro del lignaggio signorile, ma è raffigurata da Filippo, Roberto, un altro figlio di Ottaviano, e Bocchino. Il momento finale della signoria vede l’accresciuta importanza di Bocchino, il quale, grazie anche alla scomparsa di Filippo nel 1358, acquisisce, in maniera esclusiva, il ruolo di autorità. Lo spazio politico volterrano è caratterizzato, da un lato, dalla fine del contrasto fra gli Allegretti e i Belforti e, dall’altro, dall’ampliamento del raggio di azione del lignaggio belfortesco, che entra in contatto con un maggiore numero di attori politici esterni rispetto alla fase signorile antecedente. Sotto il profilo istituzionale, il rinnovato regime signorile, diversamente dal primo dominio belfortesco, conosce una piena sistemazione normativa. Tale sistemazione, tuttavia, non si traduce in uno stravolgimento dell’assetto volterrano, il quale resta largamente immutato.en_US
dc.description.abstractThe subject of this thesis is represented by the study of the Belforti seigniory during the mid-fourteenth century in Volterra. The main purpose of this work can be divided into two settings: on the one hand, the analysis of the local institutions; on the other hand, the examination of the Belforti regime as a part of the social and political interactions, that is the basis of Volterra's political space. The choice of Volterra is made on the basis of two reasons. The first motivation is the lack of attention by historiographical studies towards the Belforti regime. The second reason is the achievement by Filippo, one of the sons of the dominus Ottaviano Belforti, of the bishop's office in 1348: this achievement is a demonstration of the Belforti's capacity to occupy all the political and ecclesiastical power in Volterra. Having said that, Volterra appears to be indicative of the plurality of the social and political configuration, that it is a hallmark of the city's seigniory experiences of the peninsula. The thesis is divided into four chapters: the first chapter is a summary of Volterra between the end of the twelfth century and the first part of the fourteenth century in economic, political and social terms. The setting of the other three chapters is founded on a chronological principle: the second chapter concerns the period between 8 September 1340, the date that marks the rise to power of Ottaviano, and the last part of 1342; the third is focused on the phase from 25 December 1342 to 29 July 1343, that is the period of dominion by the Duke of Athens Gualtieri di Brienne. Finally, the fourth chapter concerns the phase following the end of the ducal seigniory, marked by two events: the return to power of Ottaviano, who died in 1348, and the end of the seigniory with the death sentence and execution of Paolo called Bocchino, a another son of Ottaviano, on 10 October 1361, following a popular uprising which broke out on 5 September of the same year. The analysis of sources allows us to draw a series of conclusions. In reference to the first period, Ottaviano represents the authority of Volterra's political space, that is the dominus is the promoter of political decisions. The local context is characterized, on the one hand, by the presence of external political actors, who interact with the Belforti regime, and, on the other hand, by the conflict between the dominus and the bishop Rainuccio Allegretti: this clash takes on the typical characteristics of the feud. From an institutional point of view, the Belforti seigniory appears concealed among the parts of the institutional system. The rise of Gualtieri di Brienne is due to the intervention of the local institutions, a parlamentum and Ottaviano, whose purpose is to maintain the dominance in Volterra. This purpose is realized, given that the ducal regime shows a division of authority: Gualtieri, who is the formal authority, and Ottaviano, who is a kind of hidden authority. From a institutional point of view, the rise of the duke does not bring about an overall change of the local institutions. The end of the ducal dominion is caused by the action of three political actors: the first actor is Gualtieri; the second is a new parlamentum and, finally, the third actor is Ottaviano. During the second phase of the Belforti seigniory the authority is represented by Ottaviano until his death. After the death of the dominus, the authority is not a single member of the Belforti family, but it is represented by Filippo, Roberto, another son of Ottaviano, and Bocchino. The final moment of the seigniory is marked by the increased importance of Bocchino, who, thanks also to the death of Filippo in 1358, achieves, definitively, the role of authority. The Volterra’s political space is characterized, on the one hand, by the end of the conflict between the Allegretti family and the Belforti family and, on the other hand, by the extension of the political action of the Belforti family, which comes into contact with a greater number of external political actors than in the previous phase. From an institutional point of view, the new regime, unlike the first dominion, achieves a full acknowledgement. This acknowledgement, however, does not cause a general transformation of the institutional system, which remains largely unchanged.en_US
dc.language.isoItalianoen_US
dc.publisherUniversità degli Studi di Parma. Dipartimento di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturalien_US
dc.relation.ispartofseriesDottorato di ricerca in Scienze filologico-letterarie, storico-filosofiche e artisticheen_US
dc.rights© Alessandro Caprillien_US
dc.subjectSeignioryen_US
dc.subjectpolitical spaceen_US
dc.subjectVolterraen_US
dc.subjectBelfortien_US
dc.titleLa signoria dei Belforti a Volterra nel XIV secolo. Spazi politici, istituzioni, forme di legittimazione.en_US
dc.typeDoctoral thesisen_US
dc.subject.soggettarioNon compilare. Riservato agli amministratori del sistema.-
dc.subject.miurM-STO/01en_US
Appears in Collections:Antichistica, Lingue, Educazione, Filosofia. Tesi di dottorato

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