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Titolo: Encefalite West Nile: evoluzione della malattia nel cavallo in Italia
Altri titoli: West Nile encephalitis: evolution of the disease in horses in Italy
Autori: Belli, Margherita
data di pubblicazione: 15-ott-2020
Editore: Università degli studi di Parma Dipartimento di Scienze medico-veterinarie
Tipo di documento: Master thesis
Abstract: La malattia di West Nile è causata da un Flavivirus appartenente alla famiglia Flaviviridae che ha come ospiti perpetuatori della malattia i volatili e gli insetti vettori, rappresentati dalle zanzare; è frequente l’infezione anche di ospiti a fondo cieco quali equidi e uomo. La malattia si manifesta solo nell’8-10% degli equidi infettati con una forma neuroinvasiva e può sopraggiungere anche la morte in tali soggetti; la terapia è principalmente sintomatica e sono presenti in commercio dei vaccini contro West Nile virus, ma la somministrazione non è obbligatoria. L’epidemiologia europea dalla sua prima comparsa ad oggi ha mostrato come la diffusione di questo virus è legata all’introduzione di esso attraverso i volatili migratori provenienti dal continente africano. In Europa gli stati in cui si sono manifestati principalmente casi di West Nile Disease negli equidi sono rappresentati da Francia, ospite del primo focolaio in Europa nel 1962 e nel 2000, la Spagna dal 2010 al 2011 e dal 2013 al 2017 e la Grecia con un picco nel 2018 dopo due anni di silenzio. Di particolare interesse è il caso dell’Italia, che vede il suo primo focolaio nel 1998 seguito poi da 10 anni di silenzio, per poi tornare definitivamente nel 2008; dopo tale data, infatti, ogni anno è stata registrata la circolazione di West Nile virus nella penisola con andamento altalenante, ma comunque sempre presente. Questa continua presenza di questo virus ha costretto l’Italia a stilare con cadenza quasi annuale un Piano Nazionale di Sorveglianza grazie al quale si attua un controllo entomologico serrato degli insetti vettore assieme ad una sorveglianza veterinaria sugli equidi e sui volatili e una sorveglianza umana. L’Italia ha avuto il maggior numero di focolai nel 2008, seguito da una seconda ingente ondata nel 2018, ma ad oggi i casi sono ritornati in netta diminuzione, grazie probabilmente all’ottima sorveglianza integrata attuata sul nostro territorio in sintonia con il continente europeo.
West Nile disease is caused by a Flavivirus belonging to the Flaviviridae family which has as definitive hosts the vector insects, represented by mosquitoes and birds; it is also possible the blind-endend host infection in equidae and humans. The disease occurs with a neuroinvasive form only in 8-10% of equidae infected and death may occur in these animals; the treatment is mainly symptomatic and vaccines against West Nile virus are commercially available, but the vaccine administration is not mandatory. European epidemiology, since its first appearance to now, has shown how the spread of this virus is linked to its introduction through migratory birds from the African continent. In Europe, the countries in which West Nile Disease cases in equidae have mainly occurred are represented by France, host of the first outbreak in Europe in 1962 and 2000, Spain from 2010 to 2011 and from 2013 to 2017 and Greece with a spike in 2018 after a two year break. Noteworthy is the italian situation, which saw its first outbreak in 1998 followed by a ten year break, and after that West Nile virus returned definitively in 2008; after that date, in fact, every year West Nile virus circulation was registered in the peninsula with a fluctuating ever present trend. This steady presence of this virus has forced Italy to draw up a National Surveillance Plan almost every year, thanks to which a tight entomological control of vector insects is carried out together with a veterinary surveillance on equidae and birds and human surveillance. Italy had the highest number of outbreaks in 2008, followed by a second major wave in 2018, but after this year Italy had a staggering fall in West Nile disease cases, probably thanks to the excellent integrated surveillance implemented on our territory in agreement with the European continent.
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