Si prega di utilizzare questo identifier per indicare o collegarsi a questo documento: https://hdl.handle.net/1889/2077
Titolo: I "gravissimi autori" del "Fuggilozio"
Autori: Carapezza, Sandra
data di pubblicazione: 2012
Tipo di documento: Article
Abstract: La raccolta di novelle del napoletano Tomaso Costo, Il fuggilozio, si colloca esattamente alla fine del XVI secolo; può perciò essere considerata un eloquente paradigma della forma assunta dal novelliere alle soglie del Seicento. La ripresa dell'espediente strutturale decameroniano si accompagna a novità dettate dal gusto dei moderni, ben esemplificate dalle sentenze poste a chiusura di ciascuna novella a sanzione del portato didattico del racconto, spesso assegnate a fonti autorevoli. La rassegna puntale delle auctoritates citate in questo contesto illumina un composito canone di autori percepiti come sicuri garanti del senso morale. Al vertice della gerarchia si scopre una triade rappresentativa delle tre culture, con Aristotele, Seneca e Petrarca; ma la rassegna mostra anche la resistenza ad affidarsi a nomi recenti, nonché sorprendenti assenze persino della più rinomata classicità. Un'attenzione particolare meritano le menzioni sentenziose tratte da Boccaccio, rare e piegate a corroborare un'etica ormai troppo diversa da quella che permea il Decameron.
The Neapolitan writer Tomaso Costo's collection of short stories Il fuggilozio dates back to the end of the sixteenth century, and can thus be considered an eloquently paradigmatic instance of the form of such collections at the turn of the seventeenth century. Costo combines his appropriation of the Decameron 's structure with elements of novelty in keeping with modern taste, as is evident from the sentences often ascribed to authoritative sources and placed at the end of each short story, which collectively confirm the didactic purpose of the narrative. An accurate examination of the auctoritates mentioned in this context sheds light on a complex canon of authors regarded as reliable moral guarantors. At the top of the hierarchy there stands a triad (Aristotle, Seneca and Petrarch) representing the three cultures; but the survey also shows some reluctance to rely upon recent names, as well as the surprising absence of the most renowned classical figures. The sententious quotations from Boccaccio deserve particular attention in view of their rarity and because they are forced to corroborate a moral system that, by now, is utterly different from that of the Decameron.
Compare nelle collezioni:Parole rubate / Purloined letters: 2012, 6

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